Lo spettacolo riscrive l’opera di Shakespeare ambientandola a Natale: la festa della nascita per eccellenza diventa teatro di delitti, in un thriller di contrasti che sono l’ossatura della tragedia originale. La presenza del colore: porpora, blu, rosso… accompagna lo spettatore in un percorso in cui i protagonisti ingannano la propria coscienza trasformando i più efferati crimini in “normalità”, ma restano intrappolati nella rete del rimorso fatta di visioni deliranti e spettri. Chi sono dunque Macbeth e sua moglie? Due vittime del destino o due spietati calcolatori? O entrambe le cose? Agli spettatori la scelta…..una cosa è certa: l’ode al sonno nella parte centrale e la riflessione finale sulla vita sono poesia pura che solo il genio di Shakespeare poteva concepire per donare una sensibilità straordinaria a due assassini.
La loro è una storia d’amore reale, se pur vissuta nella malvagità. I personaggi sono spietati, ma ritratti in maniera così umana e tormentata da impedirci di condannarli del tutto. In una parte del nostro essere non possiamo fare a meno di sperare che questi efferati sanguinari trovino una scappatoia per “farla franca”.