Quando la catastrofe poteva avvenire a casa nostra. Poteva franare la terra sul nostro tetto, poteva tremare a sangue casa tua, poteva prendersela con te il fiume, affogare te, i tuoi cari, senza tenere conto di niente. Così. Superiore. Dolcenera senza cuore. la natura che ci governa, è la malaciorta, Dio in collera per il degrado, è la politica e le istituzioni, la differenza sostanziale tra la vittima inconsapevole e il potere, che tutto controlla e che tutto (catastrofi comprese) dovrebbe prevenire. Un flusso di ovvietà e forzature di cui i media moderni si cibano restituendoci il dolore spettacolarizzato.
Ginestre è il tentativo poetico di fare memoria, di considerare la persona quale testimone di tempo e di spazio. Spazio rubato, dismesso, violentato. Spazio reale, del corpo; spazio emotivo, dello spirito. Ognuno in continua espansione. Grotteschi e struggenti segni di passaggio.
Lo spettacolo fa parte della sezione G.E.T. Giovani Eccellenze Teatrali realizzata in collaborazione con Associazione La Chascona