In uno spazio di anarchia e controsensi, il ratto rappresenta la parte nascosta dell’uomo, poco nobile, moralmente rifiutata ma visceralmente presente in ognuno di noi. Il testo non parla di animali, quanto dell’abitudine degli esseri umani di allontanare ciò che li spaventa, quello che non conoscono, ma che in fondo gli assomiglia.
Un testo coraggioso che racconta questo tempo, questa società, senza lasciar spazio alla dolce retorica o alla consolatoria morale.
Una lettura scenica intensa, allegorica e potente, che ricorda i maestri dell’oscuro, da Edgar Allan Poe a Borges.
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