La storia si apre con l’arrivo a Triora di un commissario che indaga su un misterioso cadavere rinvenuto sulle sponde del Lago Degno. Seguendo il filo delle sue indagini, si scopre che tutti i personaggi del mondo moderno sono discendenti (o forse reincarnazioni?) di coloro che furono in qualche modo coinvolti nel famigerato processo alle streghe di Triora fra il 1587 e il 1590.
Qualcuno dei protagonisti “ricorda” lucidamente le atrocità commesse dall’Inquisizione in quel tempo, come la Vegia Basùra, una donna centenaria che in paese gode fama di guaritrice e medium, mentre altri scoprono gradualmente le vicende del passato mentre si snodano quelle del presente. Così avviene che il giallo del presente trovi indizi e tracce da seguire nei documenti di un passato, che ritorna prepotentemente a galla per chiudere il cerchio e fare giustizia.
Tutti i personaggi storici sono realmente esistiti e i fatti rigorosamente documentati, anche se l’evoluzione dei dialoghi e della vicenda teatrale segue il percorso di una trama fantasiosa che parla di violenza, quella violenza che ancor oggi viene subita da troppe donne.
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