Madre e figlia di una Napoli aspra, materiale e plebea lavorano facendo le “sanzare”, affittando cioè, stanze a turisti che provengono da lontano. Compiono una serie di delitti con l’obiettivo di racimolare quanti più soldi possibile per ricominciare una nuova vita in un luogo lontano. Lo spettacolo si apre con l’ingresso delle due donne: madre e figlia che trascinano il cadavere di un uomo. Hanno finalmente compiuto il loro ultimo delitto e sono adesso pronte a partire verso un nuovo inizio. Ma il piano, faticosamente attuato dalle due donne, viene compromesso quando si svela la vera identità dell’uomo morto.
Come nei due precedenti spettacoli A ‘Jetteca e E cammarere, la follia diventa conseguenza della femminilità irrisolta. Quando parliamo di malinteso; parliamo di un errore di valutazione o interpretazione, questo sarà il nodo drammatico dell’intero spettacolo e la spina di ogni singola scena. Lasciando al pubblico la bellezza del dubbio.
Lo spettacolo fa parte della sezione G.E.T. Giovani Eccellenze Teatrali realizzata in collaborazione con Associazione La Chascona
per il tuo biglietto vai qui