Ogni anno migliaia di persone subiscono incidenti sul lavoro.
Molte tornano a casa diverse, alcune non tornano affatto.
Uno spettacolo necessario, che non cerca colpevoli e non punta il dito, che permette di ascoltare ciò che spesso non si riesce a dire.
Un progetto che preferisce le domande alle risposte, gli esseri umani alle statistiche, le storie alla cronaca. Attraverso tre quadri intensi – ispirati a storie vere – due attori danno voce a vite che spesso restano nel silenzio: gesti interrotti, abitudini che diventano pericoli, responsabilità che si intrecciano con la fragilità.
È teatro civile ma senza retorica. È un invito a guardarsi intorno con occhi nuovi, a riconoscere ciò che di solito non vediamo, a sentire ciò che troppo spesso ignoriamo.
Perché la sicurezza sul lavoro non è solo “norme e burocrazia” ma una questione che riguarda tutti.
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