Non c’è più il futuro di una volta è una carrellata di comicità di situazione che attinge dal vero, da quello che ti brucia sulla pelle e che ti condiziona. Così lo spettacolo vira al sociale, denuncia a suo modo le incomprensioni tra i vecchi modelli e le nuove modalità: di vivere, di incontrarsi, di condividere, di invecchiare. Così nascono situazioni paradossali, terribilmente rivelatrici di miserie umane ma sempre con il sorriso. Lo spettacolo vuol essere, tra una battuta e l’altra, una chiave, un suggerimento, una password (se dobbiamo dirlo, diciamolo) per adeguarsi, per imparare a stare al tempo per tenerci strette le nostre peculiarità umane, i nostri esilaranti difetti, i nostri stupefacenti pregi. E nell’anno di Darwin diamo all’uomo, anzi riprendiamoci, quel che è solo dell’uomo: se il pollice opponibile ce lo troviamo in mano non usiamolo solo per digitare tastini sempre più piccoli ma difendiamoci con il gesto ottimista per antonomasia “tutto ok, ce la facciamo, ce la faremo” … anche ad entrare in un terzo millennio pieno di insidie, pieno di strani aggeggi, pieno di personaggi allegorici, sì, ce la faremo raccontando nuove fiabe ai nostri bambini, aggiungendo nuovi sogni ai vecchi ideali. Perché non entrarci è impossibile ma lo faremo a modo nostro: ridendoci sopra e tutto sembrerà più leggero, possibile, sopportabile!
- Teatro: via Paggi 43 b
- Ufficio: via Repetto 18 r canc. - Genova
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